Un mio professore di economia all’università concludeva le lezioni con “Ricordate, tutto fa economia”.
Proprio a questo ho ripensato ieri, l’ultimo giovedì di novembre, parlando con un amico statunitense, del Thanksgiving Day, il giorno nel quale gli americani si fermano dal 1623 per ringraziare il Signore del raccolto e di quanto ricevuto durante l’anno.
Proprio a questo ho ripensato ieri, l’ultimo giovedì di novembre, parlando con un amico statunitense, del Thanksgiving Day, il giorno nel quale gli americani si fermano dal 1623 per ringraziare il Signore del raccolto e di quanto ricevuto durante l’anno.
Il mio amico stava viaggiando verso New York per trascorrere il ringraziamento con i parenti e si preparava a scendere in strada per assistere alla Thanksgiving parade, una parata con tanto di carri organizzata da Macy ogni anno, che nel tempo si è guadagnata il titolo di parata più importante del giorno del Ringraziamento.
La Macy’s Parade, con mio grande stupore, viene addirittura trasmessa in tv e catalizza l’attenzione di milioni di americani davanti al teleschermo, assumendo quindi importanza rilevante nel marketing dei brand che, un po’ come fanno per il Superbowl, scalpitano per accaparrarsi pochi secondi di spot.
Nella parata di Macy però si va anche oltre, perché per spostarsi per le vie della città i carri con le oltre duemila persone che animano la parata, utilizzano dei mezzi, pick-up e grandi fuoristrada.
Ecco quindi che la festa religiosa “fa economia” per le case automobilistiche, che combattono per piazzare i propri “heavy-duty” da sei metri davanti ai carri, pronti a trainarli e dimostrare la loro forza.
Ecco quindi che la festa religiosa “fa economia” per le case automobilistiche, che combattono per piazzare i propri “heavy-duty” da sei metri davanti ai carri, pronti a trainarli e dimostrare la loro forza.
Fino a quest’anno, e per ben trent’anni, il traino dei ventisette carri era stato monopolio di GMC la quale nel 2015 ha dovuto passare lo scettro di “bue che traina l’aratro” a FCA.
I nuovi mezzi che hanno fatto bella mostra di sé e delle proprie capacità sono stati infatti i RAM pick-ups, accompagnati dai nuovi van di derivazione Fiat Professional come servizio di supporto.
Un colpo di un certo peso, in tutti i sensi, per FCA.
Un colpo di un certo peso, in tutti i sensi, per FCA.
Il peso di un carro con cheerleaders, clown, ballerini e via dicendo arriva fino a otto tonnellate e per muoverli sono stati usati i pickup (in america si dividono in categorie in base al peso) light-duty ed heavy-duty con motori 5.7 litri Hemi V-8 e 6.4 litri V8, rigorosamente “gasoline”, a benzina.
Il giorno dopo il Thanksgiving Day in america è il giorno del #BlackFriday, durante il quale hanno inizio i grandi saldi che precedono il Natale, che ormai sta prendendo piede anche da noi da qualche anno, pur con sconti decisamente meno allettanti rispetto a quelli americani.
Se in Europa però il BlackFriday è limitato a negozi di tecnologia, abbigliamento o comunque accessori, negli Stati Uniti il Black Friday da qualche anno coinvolge anche i concessionari auto, a riprova che “tutto fa economia”.
Per gli analisti americani di TrueCar infatti questo novembre, grazie agli sconti che offriranno i rivenditori (GMC promette un 20% di sconto su alcuni modelli, mentre FCA offre il tasso zero per 75 mesi), si raggiungeranno 1.35 milioni di veicoli venduti, il 3.9% in più dell’anno scorso, e ben 400.000 in più rispetto al novembre con record di vendite di sempre, nel 2001. Sempre l’anno scorso, il week-end del BlackFriday è stato il fine settimana con il doppio delle vendite di auto rispetto ai precedenti del mese.
Altri analisti invece prevedono vendite inferiori, attorno al 1.3 milioni, fatto sta che i consumatori americani dimostrano sempre più interesse verso i Black Friday Deals offerti dalle case auto, un po’ come i consumatori europei per il Balck Friday nostrano.
A quando i Black Friday Car Deals anche da noi? Tutto fa economia.


