Primo Contatto | Volvo XC40: piccolo robot compatto e connesso

L’XC40 per Volvo è un modello fondamentale. Perché va a inserirsi in un segmento molto combattuto, quello delle Premium Compact SUV, che oggi vanno tanto di moda. Pensate a quante Evoque e Q3 vediamo sulle strade tutti i giorni.

Non solo stile, contenuti tecnologici e sicurezza, ma un’inedita formula di acquisto simile allo smartphone che ho appena preso in abbonamento. Ecco le mie impressioni durante il test drive nazionale, che manco a farlo apposta si è svolto a “casa”, tra Bergamo e Milano.
DESIGN – “Piccolo Robot Robusto”
Il progettista di Volvo Cars insignito del compito di dirigere la progettazione degli esterni della XC40, Ian Kettle,  si è ispirato a un “piccolo robot robusto”, visto nel film di fantascienza Elysium.
E in effetti l’XC40 vista dal vivo dà proprio quell’impressione.
Vedendola in foto non ero molto convinto di un design a tratti ardito, a partire dal montante posteriore che sale in diagonale, diventando così molto massiccio, insieme al portellone posteriore con una linea molto pulita, forse troppo.
Ebbene, è proprio vero il detto “vedere per credere” e secondo me, forse per una questione anagrafica, l’XC40 è forse la miglior espressione del design Volvo al momento.

 Il frontale è massiccio e quasi verticale, con le sue linee tese, la mascherina concava con al centro il grande stemma Volvo, e il plus dei fari Full LED di serie per tutte fin dalla base, con l’ormai celebre luce diurna a “martello di Thor”. Sono autolivellanti ma non adattivi (optional a 550 euro).
Il cofano è piatto e della fiancata colpiscono i grandi cerchi,  da 17” sulla base, da 18” sulla Momentum e R-Design, optional da 19” e 20”, e ovviamente il grande montante posteriore, che dà un grande dinamismo alla XC40. La vernice può essere bicolore, con tetto nero per la R-Design mentre per la Momentum, il tetto può essere solo bianco (550 euro).
Bello anche il disegno a “L” delle luci posteriori che, a differenza dell’XC60,  qui si allunga sulle fiancate, che tra l’altro si allargano parecchio, dando una bella sensazione di solidità e robustezza.
Il portellone invece è quasi verticale, ha un disegno molto pulito, aiutato dal posizionamento della targa in basso nel paraurti. Peccato solo che siano optional, anche per la R-Design, i vetri posteriori e lunotto oscurati (400 euro).

INTERNI – Spazio e materiali senza compromessi
Il design degli interni dell’XC40 riprende la filosofia di quello delle ultime Volvo, che avevo già apprezzato su XC60 (qui la prova) e V90 (qui la prova), col cruscotto digitale e il grande schermo touch da 9” pollici di serie, tra le belle bocchette verticali.
Ci sono tanti materiali diversi, messi insieme, da morbida pelle, fino a plastiche più rigide ma comunque di qualità, e materiali moderni e innovativi, come gli inserti su plancia e pannelli porta, in alluminio Urban Grid, sulle Momentum, ma se avete spirito scandinavo potete trovare anche il legno sulla Inscription.
Lo spazio è ampio in tutte le direzioni, anche nei posti dietro che possono godere di bocchette di areazione che sono una vera opera di design, e si possono scegliere diversi abbinamenti cromatici. La pelle totale costa 1.220 euro, mentre il bel rivestimento della parte centrale dei pannelli porta e del pavimento color lava (arancione), costa 220 euro. E’ bellissimo ma non è disponibile con i colori blu e rosso degli esterni.
Il baule invece, ha una soglia di carico alta, ma il vano è piatto, c’è un grande doppio fondo al posto della ruota di scorta, e optional, può avere l’abbattimento dei sedili elettrico e l’organizzazione del vano in scomparti con utili ganci.
Tre curiosità – Momento Alberto Angela. Il rivestimento centrale delle porte e del pavimento è per tutte, costituito da fibra di poliestere riciclato al 100% da bottiglie di plastica. Va detto che non fa un figurone sulle prime, ma la vostra coscienza ecologica sarà ripagata!
Altra curiosità. Sulle porte anteriori non ci sono i diffusori acustici, ovvero le casse. Che fine avranno fatto??
L’XC40 porta al debutto mondiale un subwoofer ventilato ad aria che viene montato nel cruscotto. In effetti usandola, la diffusione audio non pare avvertire della mancanza delle casse e sono sincero: se non l’avessi letto nemmeno me ne sarei accorto! E’ una soluzione intelligente perché libera un sacco di spazio, dove ci sta anche un PC.
Ultima curiosità: la leva del cambio automatico. Scordatevi di appoggiare una mano sulla leva, perché è minuscola! Non si tratta del solito meccanico, ma di un elettroattuato: questo ha permesso di avere molto più spazio sul tunnel centrale, dove ci sono un cestino e pure un vano dove trova spazio una scatola di fazzoletti per i raffreddati cronici tipo me.
Di conseguenza la leva è messa lì, piccolina e per passare da R a D non basterà un tocco prolungato ma andranno dati due colpi. Questione di abitudine, soprattutto nelle manovre più rapide.

AL VOLANTE! Comfort alla svedese
In Volvo presentano l’XC40 come un Urban SUV. E effettivamente in città, fuori dal Volvo Studio sotto Piazza Gae Aulenti, l’XC40 figura benissimo. E’ vero però che è pur sempre un’auto di 4,40 m e larga 2.03 metri con gli specchi aperti.
Io ODIO il traffico milanese, eppure sull’XC40 mi sono sentito a mio agio. La visuale è buona in tutte le direzioni. Il cofano è piatto e si capisce esattamente dove finisce, anche senza affidarsi ai sensori di parcheggio, che sulla Momentum che ho provato io sono di serie sono al posteriore.
Certo i parcheggi a “S” con il grande montante saranno un problema, a meno che optiate per la visione a 360° che vi proietta l’auto vista dall’alto. Utile, ma costoso: 1.010 euro.

Come una Volvo che si rispetti, anche l’XC40 ha una ricca dotazione di sicurezza di serie già sul modello base, a partire dal City Safety che riconosce anche pedoni e ciclisti ed è in grado di frenare, fino ad arrestare l’auto, a qualsiasi velocità. E ci sono di serie pure il Lane Keeping Aid, che corregge lo sterzo in caso di cambio di corsia involontario, il cruise, l’Oncoming Lane Mitigation e il Run-off Mitigation. Va aggiunto, e secondo me è irrinunciabile, il Pacchetto Intellisafe Pro, che costa 1.660 euro, e vi dà il Pilot Assist con Cruise Adattivo, il BLIS, il Rear Collision Warning e il Cross Traffic Alert.
In breve: con questo pacchetto, basta premere due tasti e in autostrada l’auto accelera, frena fino a fermarsi, riparte e sterza persino, da sola! Dovete comunque tenere le mani sul volante o si disattiva.

L’insonorizzazione della XC40 D4 è davvero curata. Anche sul pavé e sui dossi, tutti i rumori, insieme a quello del motore, sono ben filtrati e un altro punto a suo favore, per i più alti come me, lo meritano la posizione di guida e l’ergonomia: è una delle poche auto su cui riesco ad appoggiare il gomito sul poggia gomiti della porta, e tenere la mano appoggiata alla razza del volante, senza dover assumere una posizione innaturale e scomoda.
Fuori dal traffico milanese e in autostrada la XC40 con motore D4 mostra di essere anche un’ottima stradista. Pochi fruscii, motore sempre a bassi giri, grazie alle otto marce del Geartronic che vengono inserite sempre rapidamente e in modo fluido.
Tre i programmi di guida selezionabili dal grande schermo touch. Una volta arrivati a Bergamo, ho voluto provare tenuta e sterzo dell’XC40 in Dynamic – il programma “sportivo” – su un tratto con le curve.

Con il D4, l’XC40 è scattante, e ha anche un inserimento in curva più pronto rispetto alle XC60 e V90 che avevo provato in precedenza, mentre rimane, secondo me, sempre con una taratura troppo “urban”, lo sterzo.
Su una prova breve non ha senso parlare di consumi, anche perché confesso di non averci prestato troppa attenzione J. Attendo un long test.

Tecnologia – Condividi l’auto con l’app!
Il navigatore è optional sulle XC40 e costa 1.180 euro – comprende la navigazione 3D e il Real Time Traffic. C’è però la possibilità di usare le mappe del telefono, se si prende l’optional dell’integrazione del telefono (Android Auto – Apple CarPlay) o le mappe online tramite il tethering del telefono o pagando l’abbonamento a una Sim.
Ma la vera, passatemi il termine – “figata” – per un giovane, come me, è tutta raccolta nell’app Volvo On Call.
Tramite l’app si può aprire o chiudere l’auto, avviare il clima, localizzare l’auto ecc….Nulla di nuovo direte e in effetti ce l’ha pure la mia attuale auto. L’XC40 però è proiettata nel futuro come un robot.
A me ogni tanto capita di lasciare la macchina in aeroporto, piuttosto che in stazione o nel parcheggio al lavoro e mandare qualcuno a ritirarla. Ecco con la Volvo non si dovrà nemmeno dare alla fidanzata, all’amante, alla sorella, padre, chi vi pare, la chiave! Perché basterà emettere una chiave digitale dall’applicazione, che sarà inviata all’App Volvo on Call del prescelto, che potrà aprire, avviare l’auto e partire! Il sevizio è gratuito per i primi tre anni, poi va rinnovato.
E in alcuni paesi è addirittura possibile comprare online e autorizzare il corriere (dei fornitori convenzionati) ad aprire solo il baule della macchina, dove lasciare il pacco! Non vedo l’ora di farmi consegnare i pacchi di Amazon in auto, visto che il guardiano all’ingresso dell’azienda per cui lavoro mi detesta dicendo “non sono un facchino”!
Prezzi: Proprietà o abbonamento?
I motori disponibili al momento sono i D4 e T5, ma sono già ordinabili anche i D3 e T3 (arriveranno in estate), forse i più azzeccati per questo tipo di vettura: si parte dai 31.200 euro per arrivare ai 47.720 della T4 AWD Geartronic R-Design. Io sceglierei la D3 AWD Geartronic R-Design, rigorosamente biclore, con un prezzo di 43.370 euro. Possono sembrare tanti ma vi assicuro che in rapporto alla dotazione e ai listini della concorrenza, è un prezzo adeguato.
Volvo con l’XC40 propone però anche un’innovativa formula d’acquisto, stile smartphone in abbonamento. Niente acconto, niente maxirata, ma anche niente proprietà. Si avranno invetìce una quantità di servizi che vanno dall’assicurazione inclusa, al bollo, ai tagliandi, fino alle gomme da neve. L’abbonamento dura 24 mesi e per ora c’è un limite chilometrico di 15.000 km all’anno, che potrebbe essere alzato.
La rata mensile? 699 euro. Difficile dire se sono tanti o pochi. Sulla carta sembrano moltissimi, ma è anche vero che senza calcolare un acconto, in genere cospicuo, e il costo dei servizi inclusi pagati singolarmente….potrebbe essere conveniente. Ed è un prezzo standard per tutto il territorio nazionale, per un’auto da un valore di circa 44.000 euro. Si elimina la contrattazione, ma anche gli extra assicurativi legati a età e residenza.
Certo, 699 euro sono tanti e probabilmente fuori portata per la clientela giovane a cui si rivolge quest’auto.

PS: Il primo contatto con l’XC40 D4 è partito dal Volvo Studio di Milano, un bellissimo luogo dal classico ambiente scandinavo dove vi consiglio di fare un salto, anche perché ne esistono solo quattro al mondo (non sarete assaliti da nessun venditore tranquilli!). E poi abbiamo pranzato Da Vittorio! Un bella promozione per il territorio bergamasco!

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