Toyota Supra: 340 cv per un gran ritorno

Toyota Supra. Ogni volta che sento pronunciare questo nome o lo leggo, il mio pensiero corre veloce a una scena che ha segnato inevitabilmente la mia infanzia di giovane appassionato di motori. Fast and furious per l’esattezza: semaforo, una Ferrari nera sfida nel classico sparo una sgargiante Supra (Mk IV per l’esattezza) arancione guidata dall’indimenticabile Paul Walker. Risultato prevedibile, o forse no, perché ad avere la meglio fu proprio la giapponese. Un passato glorioso ha indicato la strada per la nuova versione, la Toyota Supra GR 2019 presentata da poche ore, e che sarà mostrata ufficialmente al salone di Detroit.Supra o non Supra? Da mesi ormai gli appassionati non parlavano d’altro, eppure molti tra loro non hanno accolto a braccia aperte la nuova creatura by Toyota Gazoo Racing. Il peggior difetto della Supra? Non essere sufficientemente tradizionalista, a loro dire. E infetti l’accusa trova fondamento nel fatto che questa nuova Supra sia stata progettata e sviluppata insieme ad una sua sorella europea, ovvero la BMW Z4. Personalmente questa alleanza tra BMW e Toyota mi ha incuriosito molto, ma non turbato, perché credo che entrambi i marchi abbiano tanto da dire nel settore delle auto sportive e quindi, ben venga una comunione con l’intendo di mettere in strada due gioiellini, che seppur molto simili, mantengano intatte le prerogative tipiche di entrambi i marchi, che possono vantare un gran bel pedigree.Ma critiche a parte, torniamo a lei, alla Supra. In Toyota hanno coraggiosamente mantenuto le linee della concept FT-1, modellandole per renderle ancora più sportive e grintose. Una linea che non passa di certo inosservata, un’identità che non ha nulla a che fare con le attuali vetture Toyota, e questo contribuisce a renderla ancora più esclusiva. È poco più lunga di una GT86 eppure ha un passo più corto che dovrebbe garantirle grande agilità e dimestichezza in ogni situazione. Il nuovo telaio vanta una rigidità superiore a quello della LFA e accoglie un schema di sospensioni firmato da McPherson all’anteriore e Multilink al posteriore; il tutto condito con un pizzico di eccellenza italiana, ovvero l’impianto frenante by Brembo.La nuova Toyota Supra vince sulla bilancia con una distribuzione dei pesi 50:50, tutto a beneficio delle tanto richieste prestazioni. Discorso simile in termini di sportività anche per l’interno che seppur grintoso non può nascondere la sua parentela con BMW evidente soprattutto nell’infotainment da 8,8 pollici, nella console centrale del tutto simile a quella montata su alcune vetture dell’elica e nel pomello del cambio ZF che non nega le sue origini bavaresi. Il guidatore potrà godere di un ampio display al posto della classica strumentazione analogica, che fa tanto auto da corsa.La Toyota Supra  è per monogami. Solo tu e lei, e ogni tanto un passeggero; ha solo 2 posti secchi, niente panchetta o finti sedili posteriori, tutto a beneficio della capacità di carico che secondo Toyota potrà soddisfare tutte, o quasi, le richieste dei suoi fortunati possessori. Una piccola critica me la concedo: i giapponesi maestri di tecnologia ed innovazione potevano osare un po di più con l’impianto multimediale preso in prestito dai tedeschi, ma è un mio punto di vista e quindi lascia il tempo che trova. Ma veniamo al fulcro dell’esperienza Supra, l’accoppiata motore cambio.

A spingere i 1500kg della nuova Supra ci pensa il 3.0L 6 cilindri in linea by BMW nella sua declinazione da 340 cv e 500nm di coppia; un turbobenzina già visto su altre tedesche come a esempio la 140i. Non è una novità in termini assoluti neanche il cambio ZF ad 8 rapporti con paddle al volante. Accoppiata a mio avviso incontestabile considerando che spingono la Supra a 100km/h in soli 4,3 secondi (grazie al Launch Control) per una velocità massima di 250 km/h. Ad enfatizzare il tutto ci pensano le modalità di guida, una su tutte la Track che, stando alle voci di chi l’ha provata, garantisce le performance migliori senza rinunciare alla sicurezza dell’ESP che rimane quiescente, pronto a rimediare a ogni errore senza compromettere il divertimento.Quanto costa la nuova Supra? Ci saranno diverse edizioni disponibili tra cui la Active, la Premium e la A90 Edition, ma in Italia e più precisamente questa estate, arriverà solo l’allestimento Premium ad un prezzo di 67.900 euro. Si vocifera che in futuro la giapponese possa essere equipaggiata anche con un motore 4 cilindri che sicuramente porterà in dote un risparmio evidente sia all’acquisto che nei costi di manutenzione e carburante.Concludendo: apprezzo moltissimo questa nuova Supra, e ritengo che l’unione con BMW non sia da sottovalutare. Un prezzo alto seppur allineato alle concorrenti non fa di lei una vettura per tutti ne tanto meno una sportiva a poco prezzo (per quello c’è già la GT86), ma chi è disposto a tralasciare quelle piccole sbavature di cui ho parlato prima, avrà la possibilità di mettersi alla guida di una vera sportiva con una linea così particolare da renderla già iconica e oggetto degli amanti del Tuning!

2 Risposte a “Toyota Supra: 340 cv per un gran ritorno”

  1. La nuova supra descritta brillantemente,complimenti ad Ermanno che ci ha portato nel passato tra fast and furious e need for speed , ma guardando all’innovazione del presente dove le nipponiche continuano a non deludere…

    1. ermanno ceccherini dice: Rispondi

      Ciao Federico, sono Ermanno, ti ringrazio per le belle parole spese, fa sempre piacere ricevere apprezzamenti da appassionati che condividono le tue stesse idee. Tornando alla Supra penso sia davvero un’ottima auto, un sportiva che nonostante la tecnologia strizza l’occhio al passato. Salutandoti ti auguro di poterla vedere dal vivo con la speranza di provarla presto..

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