Huracán Sterrato; Supertrattore da deserto o Supercar del futuro?

“Un’automobilina telecomandata”. Forse è il primo pensiero che balena nella testa di chi, per la prima volta, si imbatte in questa Huracán Sterrato, una supercar con gli stivali da campagna e una versione futurista dei fendinebbia Hella sul cofano. 

Forse i più smaliziati avranno pensato che si trattasse di un restomod, di una provocazione o di uno scherzo ed invece no; l’ultima figlia del Toro è proprio una sportscar rialzata e “vestita” apposta per sporcarsi.

Forse il DNA di Lamborghini Trattori, che Ferruccio Lamborghini fondò nel 1948 in mezzo alle fertili campagne dell’Emilia sta avendo la meglio nel pacchetto ereditario delle sportive di Sant’Agata, a giudicare dalle ultime creazioni?

Verrebbe da pensare di sì anche se parrebbe che sia nata dall’innamoramento del team di Maurizio Reggiani (ingegnere capo di Lamborghini) per lo sterrato in fase di sviluppo del “Supertrattore” URUS, tanto da voler rendere anche una delle “super sports car” (come le chiamano loro stessi) in produzione pronto uso per le strade di campagna o – forse soprattutto – per le autostrade insabbiate tra Abu Dhabi e Liwa, nello sterminato deserto del Rub al Khali a Sud della costa emiratina.

Che cos’è Huracán Sterrato? 

Una Huracán EVO, di base, con il suo V10 5.2 da 640CV. Una Huracán che però è stata rialzata di 47 mm ed allargata di 30 con dei passaruota maggiorati stampati in 3D per abbracciare le gomme più larghe adatte ai sassolini degli sterrati, anch’esse un prototipo di Pirelli non ancora in produzione: 235/45R20 davanti e 305/40R20 dietro; in altre parole la spalla del pneumatico anteriore (45) è il 45% della larghezza (235mm), abbastanza una novità tra le supercar.

L’asse anteriore è stato spostato di 76 mm in avanti sempre per poter sistemare le ruote più larghe e naturalmente sono anche stati richiesti nuovi braccetti delle sospensioni.

Rispetto alla EVO poi il fondo piatto sulla sterrato è una “corazza” di alluminio e gli angoli di attacco ed uscita sono stati aumentati rispettivamente di 1 e 6.5 gradi.

Una volta che la Sterrato entrerà in produzione in serie sembra che sarà proposto anche un porta sci/snowboard, forse a volerle dare un senso anche alle nostre latitudini.

Rimane da capire il perché di questa auto e, di riflesso, il proliferare della moda delle macchine “pronto uso su strada bianca” (parlare di off-road per il 99% delle auto in produzione parrebbe esagerato). Le nostre vite sono davvero diventate così omologate e noiose da richiedere che le automobili, almeno all’apparenza, possano illuderci di vivere avventure da film o le strade sono così pessime da richiedere corse maggiorate delle sospensioni? Forse più realisticamente in quella parte -molto danarosa – di mondo che sta ad est della vecchia Europa le strade non sono certo tavoli da biliardo ed un’omologazione del gusto dei consumatori di tutto il mondo non può che portare vantaggi nelle tasche dei produttori auto in un momento che viene dopo la grande recessione e prima della – costosa – rivoluzione della mobilità che porterà tutti a muoverci con auto “spostafamiglie” elettriche a guida autonoma con sistemi per intrattenerci durante il viaggio. Allora forse è meglio non farci troppe domande e goderci queste ultime, folli ed irrazionali come l’automobile stessa, supercar a benzina, in tutte le loro declinazioni più stravaganti, siano esse per la pista, la città, l’aperitivo o… lo sterrato.

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