Porsche Taycan: la prima senza un contagiri e con un tocco di Made in Italy

Porsche Taycan ha fatto il suo debutto internazionale oggi. E’ la prima auto completamente elettrica di Porsche e ho avuto il piacere di toccare con mano gli interni finali a luglio, raccontati dai due giovani capi progetto Miriam Walmd e Tino Weib. E già il fatto che sia stati progettati da trentenni merita un plauso! Una Porsche che fa un salto avanti nel tempo ma mantiene immutato il DNA Porsche, con una sola lancetta analogica…
In gran segreto a Düsseldorf, si è svolto un workshop tecnico sulle nuove ibride Porsche, Cayenne Turbo S E-Hybrid, e….la Taycan, con un veloce –  in tutti i sensi – giro in pista e presentazione tecnica!

Oggi posso raccontarvi gli interni della nuova Taycan. C’era una penale da 50.000 euro se mi fosse scappato qualcosa prima, e non sapete quanta fatica!! Mi sono sentito tipo un Alfonso Signorini delle auto! Ma fortunatamente ce l’ho fatta a stare zitto; a tenere i miei appunti super nascosti, pure a parenti e amici e oggi vi posso raccontare le mie impressioni, prima di dirvi dettagli tecnici e come va…anzi quello ve lo dico…quando sono sceso dal rapido giro in una pista blindata, ho detto: “Ok dove si firma?”.


La missione nel caso della Taycan era una: “creare un interno iconico, per una nuova era”.
Non si è partiti da un foglio bianco però; è stato naturale ispirarsi all’anima dell’icona Porsche per eccellenza: la 911 prima serie del 1963 (e ovviamente al prototipo Mission-E dal quale il design interno differisce veramente pochissimo). Un linguaggio geometrico, fatto di poche linee essenziali, preciso, concepito per rispondere alle richieste del guidatore, digitale e ovviamente sostenibile.
La filosofia è stata quella di riportare l’essenzialità degli interni della prima 911, con una plancia a sviluppo orizzontale e avvolgente, ripulendo plancia e consolle centrale dai tanti tasti alle quali le Porsche ci hanno abituato negli anni, introducendo un nuovo tipo di user experince, esattamente come sugli smartphone che tutti abbiamo in tasca.


Per raccontare gli interni della Porsche Taycan non si può che partire dal posto di guida e soprattutto dal Driver Cockpit, di chiara ispirazione aeronautica. La strumentazione è la parte più sensazionale della Taycan perché appare leggera e sottile come una Porsche 918 d’epoca. Il cruscotto digitale è sospeso, e pare protendersi fino ad avvolgere il volante. La superficie in vetro curvo è davvero molto ampia, come sulla prima 911 , ed è molto più grande rispetto allo spazio libero tra la corona del volante e le razze.
Misura ben 16,8” ed è trattato con una sottile pellicola depositata a vapore, la quale fa sì sia polarizzato e sempre visibile in ogni condizione di luce, non rendendo necessaria nemmeno la classica cupola a copertura.
Il cruscotto curvo completamente digitale, per la prima volta nella storia, rende la Taycan la prima Porsche sprovvista di un contagiri analogico. Ha 4 modalità di visualizzazione facilmente selezionabili tramite la rotella sul volante destro. “Classic”, con tre strumenti circolari (i classici cinque strumenti Porsche non ci sono più), “Map” che mette al centro la mappa di navigazione, “Full Map”, con la mappa a tutto schermo e “Pure” dove vengono mostrate su sfondo nero effetto 3D, solo velocità, segnali stradali e frecce di navigazione.
Il resto dello spazio della strumentazione, ai lati, vede la comparsa di icone a sfioramento, che servono per comandare le luci, sul lato sinistro, e impostare sospensioni e assetto sul lato destro. Nonostante possano sembrare in una posizione un po’ scomoda, si trovano a pochi centimetri dalla posizione delle mani sul volante. Mentre l’accensione è demandata a un semplice tasto e l’apertura potrà avvenire anche tramite smartphone.


La consolle centrale prosegue nel suo sviluppo orizzontale come avvolta tra due ali con linee piuttosto tese, esattamente come sulla prima 911, ma qui le novità sono davvero tante. La discussa leva del selettore del cambio della 992, è ora posta a destra del volante, quasi nascosta, mentre al centro della plancia troviamo un display da 10,9” dal quale si gestisce tutto l’infotainment. Una sorta di I-pad con icone meno pop.
L’interfaccia del nuovo sistema Porsche è stata completamente rivista e migliorata, rispetto al già ottimo Porsche Connect Management che troviamo sulle Porsche attuali. Tutto è stato riordinato ed è personalizzabile dal guidatore in una home page tramite “drag & drop”, ovvero premere su un’icona e spostarla dove è più comodo, in modo che la Taycan possa essere “cucita” sulle esigenze e i gusti del guidatore.
Debutta inoltre una barra di ricerca, che ha accesso anche al web, e soprattutto un’assistente vocale che si attiva con “Hey Porsche” al quale si può chiedere qualsiasi cosa. Col tempo il sistema si adatterà e terrà conto del nostro utilizzo del linguaggio per essere sempre più rapido e veloce. E voglio sfidarvi a pensare a quanto possa essere sexy dire “Hey Porsche”, invece che “Hey Siri”. Pure la voce è più dolce e suadente!


Accanto a questo display, Porsche presenta un terzo display, sempre da 10,9”, optional, che sarà gestibile in modo completamente autonomo dal passeggero. Avrà a disposizione tutte le funzioni del display principale, fatta eccezione per le impostazioni della vettura, e potrà scegliere la fonte musicale, se autorizzato dal guidare principale a “Be the Car Dj”, collegare il proprio telefono o cercare una destinazione e inviarla al display principale.
La prova in anteprima di questo sistema, anche se per pochi minuti, mi ha lasciato una grande impressione di facilità, immediatezza, velocità ed essenzialità.
A chiudere i lati della plancia ci sono le bocchette d’areazione che troviamo anche sulla tunnel centrale che appare sospeso e ascendente come sulla Mission-E.
Le bocchette solo tutte elettroattuate, come sulla Panamera, mentre la climatizzazione si gestisce da un quarto display che si trova al di sotto di esse.
Il display in questo caso ha un orientamento verticale ed è di 8,4”. Il tocco è resistivo, ovvero, per comandare la climatizzazione va fatta una pressione più lunga, decisa e prolungata. Può sembrare un effetto piuttosto fastidioso sulle prime, ma è voluto, ci hanno spiegato, per evitare che vengano azionati involontariamente.


Al di sotto, infine, una parte di display rimane disponibile per essere utilizzata come una sorta di trackpad o scrivere le lettere di un’eventuale ricerca.
Ovviamente siamo pure sempre su una Porsche e oltre agli interni, spaziosi anche dietro, non si può non parlare di materiali. La finitura della pancia a sviluppo orizzontale potrà essere scelta tra il Nero base, la laccatura opaca, che ben si sposa con l’eventuale doppio display, legno, carbonio o alluminio stampato, con la possibilità extra del Pacchetto Accent per personalizzare i dettagli come le cuciture.
Una novità al debutto sulla Porsche Taycan è la pelle sostenibile OLEA, realizzata con foglie di ulivo mixate con uno specifico materiale per la conciatura, che permette l’utilizzo di meno agenti chimici sulla pelle, disponibile anche in tonalità bicolore – io voto rosso e nero come sempre!
La parte centrale dei sedili, potrà essere in Race Textile, una fibra di poliestere riciclato all’80%, mentre davvero interessante, e con passaporto italiano, è la finitura della parte laterale della consolle ascendente che si spinge fino ai sedili posteriori. Viene fatta da Eco Meal, un’azienda italiana unica al mondo che produce questo materiale, riciclando le reti dei pescatori.

Sostenibile e digitale, ma soprattutto con il guidatore al centro. Perché “Less is Faster”. Meno, è più veloce, ci hanno spiegato i capi progetto.
I comandi fisici, fatta eccezione per quelli sul volante, sono spariti tutti.

Un solo strumento analogico è rimasto: il cronometro alla sommità della plancia, che scandisce il conto alla rovescia di vederla in concessionaria e soprattutto lo 0-100 delle due versioni: Turbo e Turbo S, con quest’ultima che ferma la lancetta a 2.85 secondi!!

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