Primo contatto | Nuova Volvo XC60: rivoluzione di una bestseller

Nel 2008 Volvo lanciò il suo secondo SUV di lusso, la Volvo XC60. Più piccola dell’XC90 e più moderna nelle linee arrotondate e nella tecnologia, fu la prima vettura a proporre di serie il City Safety, il sistema di frenata automatica per evitare tamponamenti con i veicoli che precedono fino a 60 km/h.
La Volvo XC60 negli anni è diventata il modello più venduto della gamma del marchio svedese, con vendite sempre in crescita anche a otto anni dal lancio. Ora si rivoluziona completamente, nello stile e nei contenuti, puntando a confermarsi il mid-size SUV premium più venduto.
Stile, sicurezza e qualità “Made by Sweden”che ho messo alla prova in questo primo contatto sulle colline modenesi nelle versioni D4, da 190 cavalli, e D5 da 235 cavalli.

Stile

I designer svedesi si sono trovati davanti a un bel dilemma. Come rivoluzionare un modello apprezzatissimo, venduto in quasi un milione di unità nel mondo e 40.000 in Italia? Approccio conservativo come le sorelle tedesche o rivoluzione? A una prima occhiata sembra abbiano scelto la seconda strada. Una rivoluzione raffinata.
La nuova Volvo XC60 è cambiata parecchio rispetto alla prima generazione, adottando tutti gli stilemi del nuovo corso stilistico Volvo, che già avevo apprezzato sulle S90 e V90.
Frontale imponente, grande mascherina con bordi cromati, firma luminosa con fari full-LED e luci diurne a martello di Thor (di serie per tutte). La parentela con la “sorellona” XC90 è evidente.
La nuova XC60 però con la XC90 ha in comune molto più. A cominciare dalla stessa piattaforma su cui sono costruite. La SPA – Scalable Product Architecture – utilizzata per le nuove famiglie 90 e 60, che consente ai designer grandi possibilità di scelta tra dimensioni e proporzioni (la sola parte fissa è la distanza tra l’asse anteriore e l’attacco dello sterzo).
La Volvo XC60 infatti nella vista laterale appare molto più slanciata della XC90 e rispetto alla prima generazione ha linee decisamente più tese, concave nella parte bassa delle porte e con gli specchietti incernierati su queste ultime.
C’è però una parte in comune con la XC60 del 2008, ed è la linea del terzo finestrino posteriore che risale leggermente verso la coda, formando una sorta di spalla. Era uno dei tratti distintivi che si è deciso di mantenere.

Al posteriore la nuova Volvo XC60 cambia invece completamente. Le luci come da tradizione Volvo sono verticali e avvolgono il lunotto, ma hanno linee molto più tese e squadrate, e si prolungano ora sul portellone, in maniera più armonica rispetto alla V90.

L’XC60 di nuova generazione cresce di 5 cm in lunghezza, e tocca quota 469 cm, mentre in altezza è più bassa di 6 cm, 165 cm, e in larghezza cresce di oltre dieci cm, 212 cm con i retrovisori aperti.
Proporzioni molto diverse rispetto alla precedente che promettono un abitacolo più spazioso.
Sono un fan della prima ora dell’XC60 e questa nuova versione mi piace ancora di più ed è senza dubbio una delle SUV con le linee più personali e riuscite.

Interni

Per la nuova XC60, la rivoluzione negli interni è totale. Se c’era una cosa che non mi andava giù della prima generazione era la plancia molto massiccia, imponente, zeppa di tasti e tastini, che nella prima del 2008, aveva pure un doppio schermo per navigatore, a colori, e per le altre funzioni, monocromatico. Con i vari restyling le cose sono migliorate, ma la quantità di tasti è sempre rimasta elevata.
Detto – Fatto. La nuova Volvo XC60 fa praticamente scomparire tutti i tasti fisici dalla plancia, come già avevo apprezzato sulle S90 e V90.

Gli interni della nuova XC60 mi piacciono tantissimo. Design minimalista e dettagli di gran classe, come la bandierina svedese stampata nel profilo in alluminio che scorre sottola bocchetta di areazione del passeggero.

Lo schermo del sistema di infotainment verticale da 9″ è il protagonista, insieme alle grandi bocchette verticali. L‘ambiente è moderno e ricercato, come in un salotto di design scandinavo, dove ogni dettaglio è curato, lussuoso e raffinato, senza mai essere eccessivo in nessuna configurazione.
Tutto si comanda dallo schermo full-touch in alta risoluzione di serie per tutte, così come di serie sono il navigatore 3D e il Volvo On Call, che non solo chiama i soccorsi in caso di incidente, ma permette di controllare molte funzioni dell’auto da smartphone, come ad esempio la climatizzazione, chiusura e apertura delle porte, livello del carburante, localizzazione della vettura e persino messa in moto. Questa connettività è gratuita per i primi sei mesi, grazie a un sim integrata nella vettura con 20 GB di traffico mensili, e a vettura ferma si può navigare come se stessimo usando un tablet, o utilizzare le app scaricate dallo store Volvo, come Trova Parcheggio, ristorante piuttosto che hotel.
L’utilizzo di questo sistema, Volvo Sensus, è molto simile a quello di un tablet, con tanto di tasto “back”, in basso, e “gesture”.
Ad esempio facendo uno scroll scorrendo verso sinistra si aprirà la pagina dove è possibile attivare o disattivare tutti i sensori di sicurezza attiva con un semplice tocco. E’ molto intuitivo e reattivo, ma sulle prime richiede un po’ di pratica.

I nuovi interni dell’XC60 sono un trionfo di pellami di alta qualità, plastiche nere lucide, e alluminio o legno a pori aperti, a seconda delle versioni. 

Una qualità inappuntabile pure per un maniaco dei dettagli negli angoli nascosti come me. Tanto per fare un esempio: anche le parti laterali dell’alto tunnel centrale sono rivestite in morbida e spessa moquette, che però nelle versioni Inscription, le più lussuose, configurate in colore chiaro, sono molto sporchevoli.
Il design interno, i colori e i materiali, tra l’altro, sono studiati appositamente per garantire un ambiente rilassante e luminoso, vista la scarsità di luce nei paesi nordici per molti mesi l’anno.
Anche nei posti posteriori lo spazio è notevole, nonostante un disegno dei sedili che sacrifica un po’ il terzo passeggero. Non mancano le bocchette di areazione, mentre il clima quadri-zona con comandi touch e i sedili riscaldabili, sono optional.
Il baule è ampio, meno della concorrenza però, ma secondo me sufficiente e regolare nella forma (da 505 litri) e nelle versioni come quelle della prova, dotate di sospensioni attive Four-C, l’altezza può anche essere abbassata per agevolare le operazioni di carico.

Sicurezza

Dici Volvo e pensi a sicurezza. E questa nuova XC60 è come nella prima generazione una “ground-breaking”, ovvero colei che spariglia nuovamente le carte e alza il livello.
Tutto ruota attorno all’integrazione di tecnologie già esistenti con lo Steer Assist, la sterzata assistita/automatica, e con il City Safety che ogi riconosce non solo veicoli in movimento ma anche moto, biciclette, pedoni, animali di grossa taglia e funziona anche di notte. Tecnologie che vanno nell’ottica di raggiungere l’obiettivo di azzerare le vittime di incidenti stradali su una nuova Volvo entro il 2020.
Va detto però che non tutte le nuove tecnologie che porta al debutto questa nuova XC60 sono di serie.

La Volvo XC60 vanta comunque un livello di dotazione in termini di sicurezza, di serie, superiore alla concorrenza. Oltre al City Safety, al Cruise Control adattivo, al lettore dei segnali stradali, ci sono il Lane Keeping Assist Aid, che tramite leggere correzioni di sterzo mantiene la vettura nelle linee di corsia, in caso di superamento senza azionare la freccia.
C’è poi una novità, sempre di serie. L’Oncoming Lane Mitigation, che tra i 65 e i 140 km/h è in grado di evitare una collisione o limitarne i danni, ad esempio se in fase di sorpasso c’è un veicolo proveniente dalla direzione opposta, o peggio, se quest’ultimo invade la nostra corsia. I sensori interverranno sullo sterzo andando muovere la vettura verso la condizione meno pericolosa e più sicura.
C’è poi, sempre di serie, il Run-Off Mitigation che mantiene la vettura nella carreggiata se si rischia di uscire di strada, agendo automaticamente sullo sterzo.

La Volvo XC60 si sposta anche verso il Livello2 nella scala della guida autonoma (il massimo è il Livello4 e Volvo ha già comunicato che salterà il Livello3).
Ovvero, grazie al Pilot Assist, optional per tutte nel pacchetto IntelliSafe PRO a 1.670 euro, in determinate condizioni si potranno lasciare i comandi alla vettura, che accelererà, frenerà e sterzerà fino a 140 km/h, da sola, richiedendo comunque l’attenzione del guidatore che dovrà tenere le mani sul volante (si possono staccare solo per pochi secondi).
Sempre nel pacchetto Intellisafe PRO, è incluso l’Intellisafe Surround, che singolarmente costerebbe 580 euro, e include il BLIS, il sistema di monitoraggio dell’angolo cieco, che sulla nuova XC60 lavora insieme allo Steer Assist. In caso di sorpasso, oltre al segnale rosso nello specchietto retrovisore, in caso di presenza di un ostacolo in movimento al posteriore, la vettura sterzerà riportandoci nella corsia.
Va sempre ricordato che questi sistemi NON evitano al 100% un incidente, cosa che è comunque possibile, e che, è fondamentale che la segnaletica orizzontale sia definita e continuativa.

Volvo XC60 su strada
Fatta tutta questa premessa tecnologica è ora di mettere alla prova la nuova Volvo XC60 in un percorso che dalla città di Bologna mi ha portato sulle colline sopra Maranello, tra le vigne di Lambrusco e le acetaie modenesi.
La prima cosa che mi salta subito all’occhio: sulla nuova XC60 la visuale è ottima da ogni angolazione, persino dal lunotto posteriore. Le manovre non sono un problema, gli ingombri si percepiscono bene, gli specchietti retrovisori sono enormi e i sensori di parcheggio posteriori sono di serie, mentre è optional la visione a 360° Visual Park Assist, a 1.070 euro.

Volvo XC60 D5 Inscrption AWD Geartronic: Comfort a 5 stelle
Nella prima parte di test ho provato la D5 da 235 cavalli, con cambio automatico Geartronic a 8 marce e trazione integrale. E’ un quattro cilindri, come tutti i motori disponibili, di due litri di cilindrata, dotato di tecnologia Power Impulse che immette aria compressa nella turbina in fase di accelerazione per ridurre il gap della risposta del turbo.
L’avevo provato sulla V90 e devo dire che sulla XC60 l’ho trovato più a fuoco, più pronto e meno ruvido nel regime di erogazione. Il cambio è rapido e dolce, l’abitacolo ottimamente insonorizzato e ciò che si nota subito fin dai primi chilometri è che il SUV Volvo è una vettura votata al comfort. Comfort di altissimo livello.
Le sospensioni sono morbidissime, così come lo sterzo, mentre i sedili dal tipico design Volvo, sono molto contenitivi e un po’ rigidi nella zona lombare, senza pregiudicare il piacere di viaggiare su questa vettura.

Inserire il Pilot Assist sulle Volvo è semplice. Basta premere il tasto centrale sulla razza destra, e decidere se attivare solo cruise adattivo, freccetta a sinistra, o il pilota semi automatico, freccetta destra. e con gli altri due tasti decidere la distanza da mantenere da un eventuale veicolo che precede. Il più facile e intuitivo mai provato su un’auto.
Affidarsi a un volante che sterza da solo sulle prima è abbastanza difficile, ma la Volvo XC60 ispira fiducia già dopo pochi km in autostrada.
L’attenzione però è sempre richiesta perché in un tratto nel quale le strisce di corsia discontinue sono troppo distanziate o sbiadite c’è il rischio che si allarghi un po’, prima di correggere.
Tra le curve invece l’XC60 si dimostra agile e scattante. Si possono anche scegliere quattro modalità di guida tra Comfort, Offroad, Dynamic ed Eco, che agiscono anche sulle sospensioni attive Four-C, optional. L’unico appunto che posso fare riguarda la tenuta all’anteriore: nelle curve prese allegramente, tende sempre ad allargare un po’ troppo, ma in fin dei conti la XC60 non è un’auto sportiva, nata per divertirsi tra le curve. Il comfort è la sua chiave.

Volvo XC60 D4 R-Design AWD Geartronic: la versione perfetta
Per chi volesse un’immagine e assetto più sportivi c’è l’allestimento R-Design. che ho provato nella seconda parte della giornata, nella versione D4 da 190 cavalli, sempre abbinato al cambio automatico, a cui mancano, anche in questo caso, i paddles al volante.
Cambiano le finiture interne, in cui dominano la pelle nappa e il tessuto Nabuk, insieme all’alluminio lucido e satinato.
La Volvo XC60 con questa motorizzazione mi è sembrata la scelta migliore e più equilibrata. I 400 nm di coppia non fanno rimpiangere i 480 nm della versione D5 e la vettura con questi cerchi da 21″, optional, e un assetto più rigido, è il miglior compresso tra comfort e piacere di guida.

Versioni e motori: quale scegliere?
La nuova Volvo XC60 sarà disponibile inizialmente solo a trazione integrale, con il motore d’ingresso diesel D4. Quattro gli allestimenti a partire dall’entry level Business o Business Eco, con pneumatici a bassa resistenza al rotolamento, in abbinamento al cambio manuale a sei marce, con un prezzo a partire da 48.500 euro.
Ci sono poi altri tre allestimenti: Momentum, R-Design e Inscription.
Per la motorizzazione D5 abbinata solo all’automatico i prezzi partono da 55.350 euro fino ai 60.950 euro della Inscription.
Non mancano i motori a benzina, anche in questo caso a quattro cilindri: T5  da 250 cavalli e T6 da 60.350 euro e la versione ibrida plug-in, che rappresenta il top di gamma XC60 col motore T8 da 320 cavalli abbinato a un elettrico da 87.
Nel primo trimestre del 2018 arriveranno anche i D3 da 150 cavalli a trazione anteriore, con prezzi indicativi da 44.500 euro e da 46.500 per la D4 a due ruote motrici.

Io comprerei senza dubbio la D4 AWD automatica R-Design. Un’auto che vi regala grande stile e piacere di guida, senza rinunciare al brio e sopratutto al comfort e alla qualità che questa SUV regala. Costa 56.910 euro e ha una dotazione molto ricca a cui aggiungerei solo l’Intellisafe PRO e il tetto apribile.

Ma la voglia di SUV Volvo non è finita. Dopo i week-end di porte aperte a fine settembre, Volvo è già pronta a svelare un nuovo SUV, a inizio ottobre, a Milano in anteprima internazionale. Un modello inedito: la Volvo XC40!

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