Peugeot Sport. Due parole che racchiudono un mondo fatto di storia nelle competizioni, nei rally e in pista. Storia che man mano è arrivata sempre di più sulle “hot-hatch” stradali di Peugeot e che hanno fatto venire a Stefano Accorsi la #308Fever.
In questa calda torrida estate ho avuto la fortuna di passare un po’ di tempo in compagnia delle belve firmate Peugeot Sport (e il plurale non è un caso) e la domanda delle domande è: questa febbre da corsa, alla fine, sarà venuta anche a me?
Non posso spoilerare molto (e anche “spoiler” in questo caso è riferito più che mai a una vettura) ma inizio con la prova della mia compagna agostana: la Peugeot 208 GTi By Peugeot Sport.
Io e la Peugeot 208 GTi By Peugeot Sport ci eravamo incontrati qualche mese fa durante una Driving Experience Peugeot, che vi consiglio di provare (tenete d’occhio il blog Peugeot per tutte le news).
Fin da subito ne avevo apprezzato l’agilità tra le curve, la compostezza e la frenata potente.
Adesso è arrivato il momento di provarla su strada, nell’utilizzo quotidiano che fa un appassionato di auto come me, ovvero nel tragitto casa-lavoro, in città e in una scappata fuori porta tra i tornanti.
Era il 1983 quando Peugeot mise sul mercato 200 esemplari di 205 T16. Era un requisito necessario per poter competere nel neonato Gruppo B nei rally. Si trattava di una vettura estremamente sportiva, che con la 205 aveva in comune solo la carrozzeria. Era mossa da un motore montato in posizione centrale, 1,8 litri turbocompresso che erogava 200 cavalli. Aveva la trazione integrale e tre differenziali autobloccanti. La sua versione da corsa, 205 Turbo T16 EVO, è entrata nel mito vincendo il WRC costruttori e piloti, nel 1985 e nel 1986, e addirittura la Parigi-Dakar nel 1987 e 1988, opportunamente rivista e prendendo il nome di 205 Turbo T16 Grand Raid.
Perché tutta questa premessa?
Perché grazie alla 205 GTi e alle sue versioni estreme, le piccole hot-hatch di Peugeot sono entrate nel mito di tutti gli appassionati e a ogni nuova versione presentata, il mito 205 GTi aleggia sempre. Non a caso nella mia estate sotto il segno del leone Peugeot Sport c’è stata anche una 205 Turbo T16 EVO2 (di cui vi parlerò di più in seguito)
Ma ora veniamo alla Peugeot 208 GTi by Peugeot Sport. Riassumo: mi piace tantissimo, tanto che sono arrivato a pensare che sia, tra quelle provate fino al momento, la migliore piccola tutto pepe che ci sia in circolazione e adesso vi spiego perché.
Estetica
La Peugeot 208 GTi è disponibile solo in versione tre porte, ed è un bene. Gli interventi di Peugeot Sport si notano soprattutto nell’impronta a terra della vettura. L’assetto ribassato di 10mm, le carreggiate allargate all’anteriore di 22mm e di 16mm al posteriore, la fanno sembrare acquattata a terra come un vero leone pronto a scattare, con l’aiuto anche delle ruote con campanatura negativa.
La dinamicità è data anche da ulteriori dettagli come l’assenza di cromature attorno alla mascherina e ai fendinebbia, sostituiti da plastica nera opaca, dai cerchi da 18″ montati su gomme Michelin Pilot Super Sport, con disegno studiato assieme agli esperti del reparto sportivo Peugeot, anch’essi neri opachi ma con una razza rossa.
I dettagli racing red proseguono anche nel frontale con il baffo rosso sotto la targa e la scritta Peugeot, mentre al posteriore la 208 GTi by Peugeot Sport si distingue dalle normali per il doppio terminale di scarico rotondo (sulla GTi normale è quadrato), mentre nella parte finale della linea di cintura che risale verso la coda fino al montante posteriore, c’è il badge Peugeot Sport.
Una sportività non ostentata quella della 208 GTi by Peugeot Sport, ma che non manca di trasmettere tanta aggressività, anche nel bianco madreperla come quella in prova.
Di solito detesto le auto bianche, ma questo assume a seconda delle luce un colore tendente al grigio ghiaccio, che ben si sposa coi dettagli nero opaco che ritroviamo anche sugli specchi e sui passaruota. I colori metallizzati e il bianco madreperla sono gratuiti, mentre il Coupe Franche, il bellissimo e originale bicolore verticale Peugeot(nero opaco davanti, rosso o blu dietro) costa 1.350 euro. Io lo penderei senza pensarci due volte).
Sulla Peugeot 208 GTi by PS, manca solo una cosa. I fari allo xeno, che non sono disponibili nemmeno come optional. Un vero peccato per una vettura così attenta alla tecnologia come questa Peugeot 208, che fa della firma luminosa al posteriore con i tre artigli di un felino – bellissimi – una sua caratteristica.
I fari anteriori purtroppo sono solo sono alogeni con lenticolare, luci diurne a LED, così come gli indicatori con un bel disegno a C.
All’interno la Peugeot 208 GTi by PS non è molto differente dalla 208 normale, che secondo me resta una delle utilitarie con design degli interni migliore, con l’i-cockpit ormai marchio di fabbrica Peugeot (non in versione “2” come su 3008 e 5008).
L’atmosfera che si respira appena si apre la portiera della 208 GTi è quella di un mix riuscito tra modernità, eleganza francese e sportività.
I dettagli racing red saltano subito all’occhio, a cominciare dai tappetini tutti rossi, così come le strisce nella parte centrale delle cinture e sui maniglioni delle porte – maniglioni che ci sono anche nei posti posteriori. E poi non mancano le cuciture rosse su parte centrale della plancia in similpelle, cuffia del cambio, parte dei pannelli porta e sul volante di diametro ridotto, con logo GTi in basso e una sorta di mirino rosso nella parte alta.
Altro bel dettaglio il contorno degli strumenti del cruscotto retroilluminato di rosso, che è appoggiato alla sommità della plancia, il quale, per i più alti tipo me, risulterà sempre parzialmente coperto dal volante.
I materiali per la parte centrale della plancia in similpelle, i sedili e la consolle centrale nera lucida, sono di ottima qualità, mentre appaiono più rigide e sottotono le plastiche dei pannelli porta e quelle della parte alta della plancia.
La plancia della 208 Gti è moderna con lo schermo del sistema multimediale di 7” che sembra appoggiato sopra le bocchette di areazione, mentre più in basso ma comunque a portata di dito, c’è il clima bizona di serie, che funziona bene ed è ricco di regolazioni; ci sono addirittura tre modalità di utilizzo “Auto” e la temperatura si regola tramite dei bilancieri.
Una delle cose che ho apprezzato di più della 208 Gti preparata da Peugeot Sport sono i sedili, anche questi firmati Peugeot Sport: delle poltrone da “cinema premium”, super avvolgenti e contenitivi, con poggiatesta integrato e ricchi di regolazioni.
Sono realizzati in Alcantara misto TEP e tessuto, e hanno le impunture rosse oltre a una bella scritta Peugeot Sport riflettente alla luce. Sono comodissimi e ottimi nella guida sportiva, ma sono anche molto spessi, soprattutto a livello delle spalle, che se da un lato è un pro, dall’altro costringono sempre a qualche contorsione per riuscire ad arrivare alla cintura di sicurezza sul montante.
La Peugeot 208 è stata una delle prime utilitarie ad avere di serie o optional molte tecnologie di classe superiore. La 208 GTi by PS infatti ha di serie l’Active City Brake (frenata automatica), il cruise control (non con funzione freno) e uno schermo full touch con ampie funzioni di connettività che meritano una premessa.
La Peugeot in prova è stata immatricolata a fine 2016 e montava di serie un sistema multimediale chiamato SMEG, progettato con Magneti Marelli. Dai primi mesi del 2017 questo sistema è stato sostituito con quelli già montati su 3008, 5008 e nuova 308, progettato con Bosch e con Navigazione Tom Tom.
In comune i due sistemi hanno la reattività. Entrambi funzionano molto bene, sono rapidi nel prendere il comando, hanno una connessione bluetooth immediata, il Mirror Link e Apple CarPlay, oltre a un aggiornamento mappe quattro volte l’anno, Conncted Services e Live Traffic Information (gratis per tre anni)
Le differenze col nuovo sistema riguardano la compatibilità con Android Auto, le mappe di navigazione 3D, i comandi vocali, e una grafica più colorata e ordinata, che si trovano solo sui modelli prodotti dopo il primo trimestre 2017.
In ogni caso anche lo SMEG provato su questa Peugeot 208 GTi funziona davvero bene e non ne rimarrete delusi se ne prenderete una usata.
Ho provato la Peugeot 208 GTi by Peugeot Sport in giorni in cui il termometro in città sfondava i 40 gradi. Ovvero: il climatizzatore bizona va benissimo, ma ho avuto un motivo in più per scappare in montagna, dove provo solitamente le auto sportive.
In città la Peugeot 208 in ogni caso si presenta come un’utilitaria compatta. Gli ingombri si percepiscono bene anche se il muso è molto spiovente, mentre il montante anteriore non è troppo ingombrante.
Qualche criticità si riscontra nella visuale al posteriore. Il lunotto, già piccolo di suo, si stringe molto in basso e lo specchietto retrovisore interno ha una forma un po’ irregolare. Meglio affidarsi a retrocamera e sensori che hanno le barre colorate di distanza ripetute nel sistema multimediale. Sono optional ma sono fondamentali e costano poco: 100 euro la retrocamera e 250 i sensori.
Altro piccolo appunto, ma è da mettere in conto, l’auto è molto rigida e le sconnessioni si sentono tutte oltre ad avere sempre un bel sound rauco e corposo, più da motore che da scarico secondo me.
Motore 1,6 litri turbo da 208 cavalli, 300 Nm, 1235kg a secco, 0-100 in 6,5 secondi e velocità massima a quota 230 km/h. Queste le prestazioni della Peugeot 208 Gti, che nel misto regalano soddisfazioni anche nella guida di tutti i giorni.
Ma questa è la 208 preparata da Peugeot Sport, e se a livello di motore nulla è cambiato, per notare se, perdonate il gioco di parole, le differenze fanno la differenza, bisogna andare tra le curve.
E allora: 13 Tornanti, da 1200 a 2000 metri. Quale miglior banco di prova per provare l’assetto ribassato di 10 mm, le carreggiate allargate, la taratura dell’ESP meno invasiva per permettere l’intervento del differenziale Torsen, la taratura specifica dello sterzo e il cambio manuale a rapporti più corti?
La Peugeot 208 Gti by Peugeot Sport tra le curve è una piccola bomba. Se da ferma sembra un felino pronto a scattare, quando si muove l’agilità non è da meno. Tutto merito dell’assetto e del funzionamento del differenziale a slittamento limitato.
La 208 Gti by PS è incollata alla strada, soprattutto all’anteriore. E’ praticamente impossibile avvertire sottosterzo, mentre è più probabile che si alleggerisca al posteriore.
Lo sterzo è molto diretto, a volte fin troppo nel trasferire le asperità della strada sul volante, ma il diametro ridotto, tra curve e tornanti, è una vera goduria perché permette di non staccare quasi mai le mani dalla corona riuscendo in un giro di 180 gradi.
E poi c’è il cambio manuale che insieme alla tenuta è uno dei punti di forza di questa Peugeot 208 Gti by Peugeot Sport.
Non è perfetto. Si impunta un po’ nel passaggio seconda-terza e la corsa è un po’ lunga, ma le marce entrano in scioltezza anche con due dita e cosa fondamentale: quando tutta la concorrenza ha optato per l’automatico, Peugeot continua a scegliere il manuale!
Guidare la Peugeot 208 Gti tra le curve è un piacere, non solo per tenuta, assetto e sterzo, ma anche e sopratutto per un altro punto a suo favore rispetto ad alcune concorrenti: i freni. La 208 by Peugeot Sport monta freni Brembo all’anteriore con pinza fissa a quattro pistoni da 28 mm. Sono eccezionali. Da sportiva di classe superiore, con una frenata sempre pronta e incisiva, oltre a un’ottima resistenza.
Unico neo? I consumi. Sono alti, più nella guida di tutti i giorni che in quella al limite. Difficilmente si sta sopra i 12 km/lt con una guida tranquilla e alzando anche di poco il ritmo i 10 al litro sono subito lì.
Dinamca fuori, sportiva e tecnologica dentro e bella da guidare. Un degna erede della Peugeot 205 T16 da strada.
La piccola hot-hatch per eccellenza: tamarra quanto basta, veloce, sicura, tecnologica e….manuale!
Il prezzo? Secondo me onesto, considerato che quasi tutto è di serie: 26.650 euro, ma se volete spendere meno, rinunciando però alla preparazione Peugeot Sport, c’è la 208 GTi “normale” a 22.950 euro.
Ma adesso è tempo di prendere un aereo e correre verso un altro modello Peugeot Sport! #StayTuned!
Gallery (ph: Luca Santarelli)