Renaulution: la rivoluzione di Renault con l’esperienza di De Meo

Oggi è il giorno della Renaulution, la presentazione del piano di ristrutturazione e rilancio del Gruppo Renault, messo a punto da Luca De Meo (non faccio mistero che sono un suo fan da sempre e andrei a fare le fotocopie pur di lavorare con lui).

Da Luglio De Meo è passato al Gruppo Renault, con il ruolo di CEO. Una grande sfida, ma dal lato suo ha la grande esperienza maturata in FCA, nel Gruppo VW, prima in Audi, poi VW e infine Seat. In Renaulution l’esperienza di De Meo si vede facilmente – ed è un bene.

Come avevo postato a Luglio, De Meo aveva in mente un piano fin da subito, o meglio delle condizioni per andare a ricoprire quel ruolo, e anche tanti milioni di euro da investire sulla sua squadra di lavoro. E infatti sono arrivati a inizio estate Gilles Vidal, Executive Designer del Gruppo Peugeot – secondo me il più talentuoso attualmente – e anche Mesonero- Romanos, Executive Designer di Seat, a dare supporto a Laurens Van Den Acker.

Renaulution prevede un piano in 3 fasi:

La prima fase è la “Resurrezione”. Durerà fino al 2023 e si focalizzerà sui margini e sull’aumento della generazione di cassa. Fino ad oggi si puntava sui volumi, l’obiettivo del raggiungimento dei 5 milioni di auto vendute. Un miraggio, che porta spesso ad abbassare i margini di guadagno e quindi di investimento. In questa parte saranno importanti le sinergie, tra i vari brand e con l’alleanza Nissan-Mitsubishi. E’ probabile ipotizzare, purtroppo, anche un taglio della forza lavoro “nel pieno rispetto di tutti gli stakeholder” ha dichiarato De Meo. Frase un po’ emblematica .

La seconda fase è quella del “Rinnovamento” dell’immagine e del prodotto. 14 Nuovi modelli, di cui 10 elettrici e una maggiore presenza nel segmento “C”, quello delle berline e dei SUV medi. De Meo ha dichiarato “eravamo leader del segmento negli anni ’90 con la famiglia Mégane, mentre oggi il 68% delle nostre vendite è dato da segmenti A e B, con margini molto più bassi”.

Il rinnovamento parte dalla rinascita della Renault 5, in chiave moderna ed elettrica. “Operazione 500” mi verrebbe da dire, che De Meo seguì in Fiat dal 2005. Passa poiper la nuova famiglia Mégane, con l’arrivo di una full-electric su base del prototipo E-Vision, già nel 2022.

Arriviamo poi a Dacia, che al momento è la punta di diamante del Gruppo. Vende tantissimo, con margini buoni (provate a cercare uno sconto in una concessionaria Dacia), perciò merita una gamma più ampia. Stesso Business Model, lo “Smart Buy”, ma più in grande e in nuovi segmenti. Infatti è stata presentata la Dacia Bigster, sottoforma di prototipo, che porta al debutto anche il nuovo logo: un monogramma.

Nel caso di Dacia sarà importante la collaborazione con LADA, il band russo che produce l’iconica Niva. E’ un brand marginale, ma in epoca di Suv in tutte le salse, sarà sempre quello sempre più orientato a fuoristrada dure e pure, ma più moderne.

Infine la parte sportiva, con Alpine. Non sta avendo i successi sperati al momento, perciò si punterà su un’espansione della gamma, con 4 nuovi modelli, tra cui una supersportiva elettrica sviluppata con Lotus. Inoltre, Alpine, che torna in F1 dalla prossima stagione al posto di Renault, svilupperà tutti i modelli sportivi del Gruppo. “Operazione Cupra” mi verrebbe da dire.

Ultima parte del piano: la Rivoluzione. Dal 2025 in poi il Gruppo si focalizzerà su tecnologia, energia e mobilità, puntando a essere in prima fila nel business della nuova mobilità.

Per tutta la gamma di servizi ed esigenze legate alla mobilità arriva Mobilize, con un teasing di vetturetta da città. “Operazione Mimò”. E infine tecnologia. Il sistema multimediale di Renault non mi è mai piaciuto molto, ma De Meo ha promesso un nuovo sistema multimediale insieme a Google.

Tantissimi cambiamenti sulla carta, che portano la firma di tutta l’esperienza De Meo. E che firma. Speriamo che sia una vera Renaulution!

PS: fate un salto sul profilo del mio amico Gilles Vidal a vedere il prototipo di Renault 5!

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