Seat: l’anteprima del nuovo eScooter con Luca De Meo

“Seat diventerà l’apripista per tutto il Gruppo Volkswagen della micromobilità urbana” con queste parole Luca De Meo, presidente di Seat, ha presentato le nuove soluzioni della casa spagnola allo Smart City Expo World Congress di Barcellona, ovvero: il prototipo del primo eScooter nella storia della casa, la seconda generazione del monopattino EXS e la piattaforma di comunicazione tra auto e infrastrutture cittadine DGT 3.0.

Prima di raccontarvi delle novità di Seat, vorrei fare una premessa, per spiegarvi quanto tengo a questo articolo, anche se è poco automobilistico. Era il 2013, ed ero uno studente di Commercio Estero, una facoltà scelta alla fine delle superiori, quando non sei affatto pronto per fare una scelta del genere – almeno nel mio caso da buon indeciso cronico.
Sono sincero e non mi piacque molto come curricula. Meno internazionale di quel che pensassi e al contrario con molta più matematica. Allora manco facevo il blogger, ma l’operaio nel week-end e nella stagione estiva per pagarmi l’università. L’azienda di mio padre era in crisi, pure mia sorella studiava, e io in qualche modo ce la dovevo fare, perché già allora sognavo – letteralmente – una carriera nel mondo automotive.

Dopo tanta fatica, turni al lavoro nel week-end e in estate, che mi hanno fatto crescere e maturare tantissimo, giunse finalmente il momento di fare la tesi. Non ebbi dubbi. Scelsi di fare un confronto tra le strategie di quattro gruppi automotive, a livello internazionale, tenendo conto delle tendenze dei mercati, delle valute, del costo della manodopera e di tutta quella roba che avevo studiato tra una lattina e due pistoni in lavorazione.
Ammiravo fin dalle superiori Luca De Meo e infatti una buona parte di tesi era sulle sue strategie da marketing manager, perché per me era una sorta di punto di riferimento di quella gavetta che dovevo, volevo e avevo imparato a fare negli anni di università e lavoro in fabbrica.

Quindi immaginate la mia incredulità da “ma che davvero a me sta per succedere?”, quando accettando un invito a Barcellona, ho scoperto che mi sarei trovato a un tavolo con lui, Luca De Meo. Una round table con altri giornalisti. Io, l’operaio che si smazzava i turni il sabato e la domenica notte a produrre prima lattine di aranciata, e poi pinze freno, pure per le Cupra. Di più, mi sono trovato accanto anche Bianca Carretto, che è una giornalista di Corriere Economia, specializzata in automotive. Una sorta di Maggie Smith del giornalismo per un neofita come me. Un’altra che ha fatto gavetta, tanta, e che grazie ai suoi articoli, è stata da sempre un contributo durante i miei studi e pure per la mia tesi!

Chiuso il preambolo…torniamo alle cose importanti. Alla micromobilità che fino a 5 anni fa, quando feci la tesi, era una parola che nemmeno esisteva!

“Negli anni ’60, con la 600, Seat democratizzò la mobilità in Spagna; oggi vogliamo diventare i nuovi player della mobilità urbana e per farlo abbiamo scelto Barcellona, la città europea con la più alta densità di motoveicoli”.
Seat – ha raccontato De Meo – ha creato una nuova divisione di business all’interno dell’azienda: Seat Urban Mobility, che si occuperà non solo di hardware, ma anche e soprattutto di software, con SEAT CODE, visto che “nel giro di dieci anni, più di metà del valore di un’auto sarà costituito da software”.
Seat Urban Mobility, è quindi partita con una visione molto chiara e un target preciso. “Chi vive in una grande città, soprattutto i più giovani, necessitano oggi di una mobilità accessibile, facile da usare e condivisibile”. In quest’ottica Seat – unico brand auto presente alla fiera sulle città del futuro, che attrae espositori da tutto il mondo – ha presentato il concept di uno scooter completamente elettrico, che arriverà sul mercato già nella primavera del 2020.


L’eScooter di Seat è stato sviluppato insieme al leader spagnolo nella progettazione di motoveicoli elettrici: Silence. Ha linee decise e una soluzione molto intelligente. Il pacco batterie è asportabile e ricaricabile anche da una presa domestica, oltre che da una colonnina pubblica, con un costo stimato di 0,70 centesimi per 100 chilometri.
L’autonomia del Seat e-Scooter, secondo il ciclo WMTC, è di 115 chilometri con una carica, che insieme a una potenza di 14,8 cv – paragonabile a un 125cc -, una coppia di 240nm e 100 km/h di velocità massima, lo rendono utilizzabile anche a chi vive fuori città, ad esempio in collina, e si sposta in città per lavoro.
Il costo non è stato comunicato, ma non si dovrebbe discostare troppo da quello di un suo simile con motore a benzina.
Sarà uno scooter connesso con l’app che permette di monitorare autonomia, ricarica e localizzazione delle colonnine.


La seconda generazione del Seat e-Kickscooter, invece, fa tesoro di quanto appreso con lo sharing proprio a Barcellona, insieme alla start up UFO. E’ prodotto insieme al maggior produttore mondiale di monopattini, Segway.
Questa nuova versione garantisce un’autonomia fino a 65 km, la capacità di affrontare pendenze fino al 20% (simili alle pendenze del Tour de France) e l’adozione di due sistemi frenanti indipendenti.


Infine, Seat ha mostrato in anteprima anche l’iniziativa DGT 3.0, un progetto pilota in collaborazione con l’autorità spagnola per il traffico, che consente alle auto di comunicare in tempo reale con semafori e pannelli di messaggi autostradali. L’obiettivo di Seat è quello di migliorare i flussi di traffico e la sicurezza stradale, nonché l’esperienza dell’utente durante alla guida.


Seat ha inoltre esposto, Seat Minimò, il concept di quadriciclo elettrico presentato lo scorso febbraio al Mobile Wolrd Congress.
“Con questi tre prodotti puntiamo a raccogliere la sfida del cambiamento della micromobilità, perché il cambiamento da un imprenditore deve essere visto come un’opportunità” ha chiosato De Meo, ricordando che nel settore dei motori, deve cambiare l’approccio di visione puramente ingegneristica. Con questi tre prodotti Seat punta a coprire tutte le funzioni richieste oggi da una mobilità urbana, sempre micro e condivisa.

E il Seat Minimò è veramento figo, passatemi il termine! 🙂

Non so dove andrò, cosa farò in futuro; se continuerò su questa strada, finirò in un’azienda automotive o a fare una rapina alla zecca di stato stile “La Casa De Papel”, per restare in tema spagnolo.
Non so se mai proverò una Cupra, alla quale facevo i freni di notte (se frena bene un po’ è pure merito mio 🙂 ) o se comprerò l’e-Scooter. Ma non mi importa. Quei 35 minuti, durante i quali la parola “microbilità” è risuonata nella saletta, accostata alla parola “giovani”, saranno un sempre nella mia memoria un gran bel goal achieved!

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