Dici Volvo e automaticamente pensi a sicurezza da prima della classe e spazio a volontà. Sali a bordo delle nuove Volvo V90 e S90 e a spazio e sicurezza, si aggiunge la percezione del lusso. Il tutto senza essere mai eccessivo, in perfetto stile nordico.
Con queste premesse, vi racconto il primo contatto, in un test-drive di circa 180 km attraverso la Murgia, nel nord della Puglia, di due grandi auto che fanno del “Made By Sweden” il loro ricco biglietto da visita, con tanto di bandierina svedese cucita sui sedili.
Volvo, sinonimo di sicurezza da prima della classe
Lo è stato fin dal 1959, quando la Volvo PV544 fu la prima auto al mondo a montare di serie le cinture di sicurezza moderne, così come le conosciamo oggi e come ci ricorda l’attacco cromato della cintura sulle Volvo V90 ed S90 con impresso quell’anno.
E’ stato riconfermato nel 2006 quando sui nuovi modelli Volvo venne montato standard il City Safety, il sistema di frenata automatica fino a 30 km/h, o ancora l’airbag a protezione dei pedoni a partire dalla V40.
Il concetto di sicurezza dei passeggeri, ma anche delle altre vetture e pedoni, viene più che mai ribadito sulle nuova famiglia di modelli 90, con il Pilot Assit, il pacchetto di sistemi di assistenza alla guida di serie più completo del segmento, su tutte le versioni disponibili, già dalla base Kinetic.
Sulle nuove Volvo S90 e V90 il Pilot Assit si presenta nella sua forma più evoluta.
Fino a 130 km/h l’auto è in grado mantenere la velocità stabilita tramite il cruise control e la distanza da un eventuale veicolo che ci precede, agendo automaticamente su freno e acceleratore, oltre che, in presenza della segnaletica orizzontale, di mantenere la carreggiata andando a correggere la traiettoria impostata dal volante.
Guida da sola? Semplificando molto si potrebbe dire di sì, ma non è così. L’auto è dotata di una telecamera posta dietro lo specchietto retrovisore, che legge i cartelli presenti sulle strade, compreso quello riguardante i limiti di velocità, che vengono riprodotti all’interno del cruscotto digitale.
Quello che però, al momento, non può ancora fare è rispettare il limite di velocità imposto dalla segnaletica stradale e perciò, l’attenzione del guidatore rimane fondamentale.
Come fare a “obbligare il conducente” a vigilare anche quando il Pilot Assist è inserito? Gli ingegneri Volvo hanno deciso di dotare il volante di sensori che rilevano se il conducente ha almeno una mano appoggiata sulla corona. Qualora non fosse così per più di 5 secondi, tramite un avviso acustico e visivo, il Pilot Assist viene disinserito, obbligando il guidatore a riprendere i comandi.
In ogni caso, il City Safety, l’insieme di sensori che permettono di evitare impatti, rimane sempre vigile e attivo, e, sulle nuove Volvo V90 ed S90, si presenta nella sua ultima evoluzione. Anche di notte riconosce pedoni e animali di grandi dimensioni (Large Animal Detection), oltre ai veicoli.
Volvo, sinonimo di spazio e funzionalità
Volvo S90 e Volvo V90. Grande berlina la prima, wagon da maxi carichi la seconda. Con queste due nuove vetture Volvo torna dopo qualche anno di assenza e più competitiva che mai, nel segmento delle grandi auto di lusso, quelle con una lunghezza prossima ai cinque metri.
La base, così come lo stile, sono quelli introdotti con la nuova Volvo XC90, presentata lo scorso anno e già molto apprezzata sui mercati di tutto il mondo.
Cofano lungo, con marcate nervature che confluiscono nella mascherina rettangolare con al centro il logo Volvo con ai lati i nuovi fari full Led che ospitano al centro le luci diurne, denominate
“Thor’s Hammer”, il martello di Thor, la divinità scandinava del tuono.
La fiancata, invece è molto pulita, e si raccorda a una linea del tetto molto spiovente sulla berlina, mentre la linea di cintura sale leggermente verso la coda sulla wagon.
La parte posteriore, su entrambe, presenta linee più decise ed elaborate, soprattutto sulla S90, caratterizzata da una fanaleria a C, mentre sulla wagon i fari avvolgono il lunotto e si prolungano sul portellone.
Nell’insieme entrambe riescono a bene a dissimulare i 4.96 metri di lunghezza, con la wagon che a dispetto delle sue antenate, decisamente più squadrate nella linea, colpisce per il carattere deciso e personale, quasi sportivo, senza mai essere però troppo appariscente, nemmeno, con i fantastici cerchi in lega da 21 pollici, a cinque o dieci razze, disponibili nello “Styling Pack”, in esclusiva per l’Italia, che offre anche quattro tubi di scarico e ulteriori cromature nel frontale.
Come detto, Volvo, nell’immaginario collettivo, è sinonimo di spazio e funzionalità nell’abitacolo e le nuove V90 e S90, pur avendo uno stile riuscito e sportivo – sì anche le berline e wagon possono esserlo – non sacrificano nulla al piano estetico. Gli interni sono ariosi, la visibilità è buona anche con una linea di cintura molto alta e colori scuri, mentre lo spazio abbonda, soprattutto per gli occupanti posteriori che possono godere di bocchette d’areazione e clima quadrizona di serie sull’allestimento Incription oggetto della prova.
Volvo, lusso scandinavo in salotto
Nei 180 km tra Bari, la bellissima città templare di Trani e la Murgia, con una tappa ad Altamura, le nuove Volvo V90 ed S90 non mi hanno colpito solo per un design riuscito e dotazioni tecnologiche di prim’ordine, ma anche per la qualità e il salto in avanti fatto negli interni.
Fino all’arrivo della XC90, infatti gli interni, pur di qualità, presentavano una plancia dominata da numerosi tasti, un cruscotto con una grafica semplice e un navigatore a scomparsa.
Con il nuovo corso stilistico tutto ciò è cambiato, in favore di un minimalismo scandinavo raccolto in un grande schermo touch verticale da 9 pollici, incastonato tra le bocchette d’areazione. Al di sotto di quest’ultimo un tasto fisico “back” e un rotore che comanda l’audio dell’infotainment.
Il colpo d’occhio è davvero notevole e la stessa filosofia di minimalismo viene ripetuta sul tunnel centrale, e nel cruscotto digitale, di serie.
Tutto viene gestito tramite il grande schermo touch, che pur richiedendo un po’ di pratica, ripaga con una logica di utilizzo intuitiva, con le gesture esattamente come quelle di uno smartphone.
Scorrendo verso il basso si ha accesso al menù principale, verso sinistra alle impostazioni, e via dicendo.
Altra chicca è l‘impianto Audio Bowers&Wilkins. 19 altoparlanti e un tweeter posto alla sommità della plancia, assemblati con materiali di fascia alta in grado di garantire una riproduzione di ogni minimo dettaglio musicale in modo cristallino e senza riverberi in ogni angolo della vettura.
Costa 3.300 euro ma permette di godersi un viaggio con musica in sottofondo, con un programma chiamato “Sala Concerto Goteborg”.
Infine vi sono i materiali tutti di alta qualità e assemblati senza sbavature, con molte possibilità di personalizzazione. Confesso di essermi innamorato della versione Inscription con interno in pelle bicolore nero e tabacco, dettagli in alluminio e legno svedese, che creavano un ambiente lussuoso, quanto moderno.
Sciurezza, spazio e lusso, Made By Sweden. Disponibili con quattro motori all’arrivo in concessionaria a partire da ottobre.
Ho provato il diesel più potente della gamma, il D5. Un due litri di cilindrata, biturbo, da 235 cavalli e 480 nm di coppia, abbinato alla trazione integrale e a un cambio automatico a otto rapporti che purtroppo non offre i paddles dietro al volante.
Il motore diesel – c’è anche in versione meno potente, 190 cv, e presto arriverà anche con 150 cv. E’ il più equilibrato nel muovere gli oltre 1700kg della vettura ed è dotato di una chicca: il Power Impulse.
Tramite un serbatoio ad aria compressa, che si ricarica in 40 secondi, viene iniettata l’aria nella turbina eliminando così il turbo-lag in partenza.
I sedili, pur sottili e con una forma studiata che riprende quella della colonna vertebrale umana, non affaticano nemmeno sulle strade della Murgia, con un manto stradale non esattamente liscio e un comparto sospensioni dal sapore sportivo all’avantreno con un doppio quadrilatero.
La prova, svoltasi su un breve tratto autostradale, nel misto e in città, ha dimostrato come queste due nuove Volvo siano delle stradiste nate, in grado di far viaggiare, senza troppe pretese sportive, nel comfort più totale gli occupanti, anche con maxi cerchioni da 21 pollici.
I prezzi partono da 44.960 euro per la D3 da 150 cv Kinetic e arrivano fino ai 61.500 euro dell’allestimento Inscription D5 AWD con cambio automatico.
Ci sono anche due motorizzazioni a benzina, denominate T5 e T6, mentre nell’estate del prossimo anno arriverà la T8, twin engine, ibrida, già disponibile sul suv XC90.
Come mi sono trovato su queste vetture? Spesso, quando mi trovo all’estero, vengo scambiato per svedese, altre volte per inglese, qualche volta per tedesco.
Su queste nuove Volvo V90 e S90, invece, la bandiera è una sola, quel Made By Sweden sinonimo inconfondibile di sicurezza, spazio, lusso e attenzione all’ambiente.
Sono questi i quattro pilastri del futuro Volvo.
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