Cashback: vale anche per il carburante, ma non è SPID

Da oggi parte il Cashback. Il piano del Governo per incentivare i pagamenti elettronici (e cercare di ridurre l’evasione).
Secondo me iniziativa di buonsenso e lodevole, sulla carta.
Cosa interessante, almeno per chi come me fa il 90% delle sue spese online e odia andare nei negozi (già molto prima del Covid ci andavo pochissimo), è che valgono anche le spese per carburante, gommisti, meccanici, assicurazioni e via dicendo. Insomma può essere utile anche per chi usa l’auto.

Il Cashback dello Stato entrerà in vigore ufficialmente a gennaio, ma da oggi parte quello “di Natale”, valido fino al 31 Dicembre, che potrà garantire a chi fa spese con pagamento elettronico un rimborso (che arriverà a febbraio) di massimo 150 euro.

Per ottenere il Cashback ci sono dei requisiti minimi: ovvero compiere UN MINIMO di 10 pagamenti entro fine mese, con carta di credito, debito o bancomat, nei negozi e nelle attività (non vale online).
Per ogni operazione si avrà diritto a un rimborso pari al 10% della spesa, fino a un massimo di 15 euro per operazione.
Direi che con il benzinaio, ci si rientra ampiamente.

Come fare? Mi verrebbe da dire #TiAttacchi. La procedura non è difficile sulla carta, il problema è che non funziona una mazza di niente (complice il mio non essere pronto con alcune cose, ok). Ci ho provato per un’ora di fila poi mi sono rotto.

Parte 1 (spoiler, non c’è una parte 2 – c’è perché poi ce l’ho fatta!)

Per avvicinarsi anche solo col binocolo ad accedere all’app da scaricare, IO, serve lo Spid, l’identità digitale della Pubblica Amministrazione, che serve per tanti altri servizi, quindi è meglio farla e averla. Da perfetto pirla, io non l’avevo.
Oppure, potete usare la carta d’identità elettronica con il PIN. Nonho il PIN, quindi vado con la richiesta dello Spid. Ed è proprio qua che è iniziato il caos.

Per lo SPID si deve andare su questo sito: www.spid.gov.it/richiedi-spid. Da qui ci sono 9 diversi portali su cui richiederlo, alcuni gratuiti, altri a pagamento. Per tutti, ovviamente, serve un riconoscimento che può essere fatto in molti modi: via cam (si paga), tramite SMS su un numero di Cellulare Certificato (vai a capire che è), di persona in qualche ufficio pubblico (sconsigliato da loro per il COVID), tramite carta dei servizi regionali, ma serve il lettore (l’avevo 10 anni fa ed erano più le volte in cui non andava), tramite carta d’identità elettronica o passaporto.

Fermi tutti! Questi ultimi due lì ho! Easy!

Seleziono un portale a caso tra quelli gratuiti (“col cavolo che pago per l’identità digitale della PA, penso. Ho appena sganciato X mila euro di tasse per l’acconto 2020”).
Vado su TIM. Seleziono Carta d’identità elettronica. “Spiacenti il tuo browser non supporta la firma digitale”. Stavo usando Firefox, provo con Chrome. Uguale. Provo Edge. Uguale. Ok cambiamo portale.

Provo con Poste italiane. Serve l’app. Scarico l’app. Seleziono Riconoscimento tramite passaporto “Spiacenti, Abbiamo superato il numero di richieste giornaliere”. Proviamo con carta d’identità digitale “Spiacenti, Abbiamo superato il numero di richieste giornaliere”.

Immaginate le parole che uno inizia a tirare, altro che Immacolata.

Col cavolo che mollo. Cambio portale. Aruba. 39 euro per il riconoscimento con Cam. Provo Infocert: non si capisce niente. Codici, lettori, una menata infinita.
Niente. Tempo un’ora a vuoto e mi sono rotto. Proverò a mezzanotte con l’App Poste. O andrò in comune domani a chiedere un nuovo PIN per la carta d’identità elettronica. Non so davvero che fine ha fatto la busta con la quale era arrivata la Carta elettronica un anno fa.

Ora. Come detto, questo Cashback dello Stato secondo me è una cosa positiva. Molto positiva. Se solo non dovessi essere un incrocio tra Sherlock e un hacker della CIA.

Domani andrò dal gommista e dal benzinaio e ciao. Niente Cashback for me. Ma ritenterò.

PS:  mi avete già scritto in tantissimi su Instagram.

Ho imparato la lezione, e la condivido:

1. Fare lo SPID, perché è utilissimo. È un accesso unico su tutti i siti della pubblica amministrazione (INPS, agenzia entrate, catasto ecc).

2. La carta d’identità elettronica ha una parte di PIN che è riportato sul foglio col quale arriva a casa. Avrò buttato la carta, ma si può richiedere in Comune.

A mia discolpa: io non ho veramente tempo di stare dietro a ste cose. Ok, sono anche un po’ sbadato e mi serve una segretaria 😂.

+++ AGGIORNAMENTO +++ CE L’HO FATTA!

Il giorno dopo ho riprovato con l’App Poste. Mi sembrava la più rapida. Ed è andata subito! Ho usato il passaporto elettronico. Ci sono un po’ di passaggi, ma in circa 5 minuti si fa. Foto del documento, data di rilascio, dati personali, selfie con in mano il passaporto, registrazione di un video dove si legge la frase che esce in sovraimpressione. E via. E’ comunque molto facile e immediato.

Serve però un telefono con tecnologia NFC, per cui lo avvicinate al chip del passaporto (non sapevo lo avesse, figata!).

Per lo Spid però occorre aspettare 5 giorni lavorativi. Un omino della Pubblica Amministrazione deve guardarsi il selfie, il video e certificare che siete voi. A me ce ne hanno messi 12.
Lo Spid di Poste Italiane arriva tramite Mail, con due credenziali. Tornate quindi sull’app e accedete per la prima volta. L’accesso è con OTP, quindi con verifica via SMS. Si riceverà un codice da inserire quando richiesto. E Via. Pronto per entrare sull’App Io finalmente!
Precisazione: lo Spid di poste ha due livelli su tre, Spid 1 e Spid 2, gratuiti. C’è anche Spid 3 che va richiesto a parte, ma in questo caso non serve.

Pronti? Entriamo sull App Io con Spid Poste e in home page esce subito il widget Cashback. E’ stato tutto abbastanza rapido nel mio caso. Ho caricato 4 carte senza nessun intoppo (roba di 2 minuti). Peccato che fosse già il 22 dicembre e quindi non ho raggiunto le 10 operazioni minime per accedervi.

Ma niente paura – come direbbe Aranzulla -il cashback riparte da questo mese (gennaio) e darà diritto a 150 euro massimo (10% per ogni spesa) di rimborso sulle spese eseguite da qui a giugno. Il numero di operazioni minimo dovrà essere di 50. Potete tenere monitorato l’importo che avete accumulato e le operazioni (di solito il contatore sale tre giorni dopo rispetto alla spesa effettuata).

Fatto! Vediamo se nei prossimi mesi andrà tutto senza intoppi. Ricordatevi vale anche per benzinai, meccanici, gommisti, multe, assicurazioni, bollo auto…ma anche dentista, avvocato…fino alla più banale spesa in negozio.

 

 

 

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